Guarda anche

il cliente ha sempre torto

Il cliente ha sempre torto, il trucco è farglielo capire

Siamo cresciuti sentendoci ripetere che “il cliente ha sempre ragione”, anche quanto magari è un totale imbecille, taccagno, arrogante e cialtrone. Oppure quando, magari, in buona fede crede di avere capito cose che invece non ha compreso neppure di sfuggita. Ah come ci vorrebbe qualcuno che, finalmente, almeno in un settore sempre più complesso e di difficile lettura come il nostro, si differenziasse dal coro conformista urlando: “Il cliente ha sempre torto…porco cazzo”.

Eh sì perché è proprio così: il cliente, di base, ha torto marcio quando si tratta di business online. Ne capisce poco e/o crede di capirne sempre più di quanto può anche solo immaginare. Ci sono le eccezioni, certo, ma restano appunto tali e vanno considerate solo per non indurci al suicidio più di 5 volte al mese. La regola difatti è che, come pur giusto e sacrosanto che sia, chi si affida alla vostra consulenza sa poco o nulla di quello che dovrebbe fare per uscire dal limbo del “devo stare su internet ma non so bene come e perché”. E non cercate alibi, cari colleghi, non date ai clienti la tipica “ragione dei pazzi” (o dei fessi) e sappiate proporre loro un bell’approccio mammt: sincero, competente, coraggioso e sferzante.

Il cliente ha torto, dentro di sé lo sa ma spesso siete voi i primi a non sentirvi abbastanza sicuri da estrargli questa salvifica consapevolezza. Forse perché, sotto sotto, vi state improvvisando un pochino anche voi? E allora il cliente avrà ragione della vostra scarsa competenza, non solo perché vi sta pagando in visibilità e bestemmie per il lavoro molto poco cazzimmoso che gli state facendo.

Se il cliente vuole darvi 500 euro perché ha letto che quella patetica cifra basta per renderlo ricco, assecondandolo dimostrate di essere dei cialtroni o dei ladri. Se il cliente ha SUV, Rolex da 6000 euro, barchetta e villetta e si ricorda di “non avere budget” proprio quando parla con voi, allora merita un sacrosanto “mammt”. Se il cliente vuole la scritta viola glitterosa nel suo e-commerce perché “a me piace così”, voi dovete spiegargli minacciandolo di morte che quella scritta è un crimine contro l’umanità. Se il cliente pensa di sostituirvi con la figlia appena laureata in “Marketing” con 92 al quarto anno fuori corso, dovete invece lasciarlo fallire come merita. In altri termini, ci sono clienti recuperabili ed educabili e clienti che a confronto la devitalizzazione del molare è una cosa fighissima. Tutto sta nell’approcciare nel giusto modo i primi e nell’imparare ad evitare come l’intelligenza evita Matteo Renzi i secondi.

Insomma: più “mammt”, meno “si può fare” concessi pur di arraffare quei due spicci. Ah, ovviamente, il mammt va ampiamente ed opportunamente argomentato, per le ragioni espresse in incipit: chi state servendo è in uno stato di sonno inconsapevole e va risvegliato con alcune, amorevoli sprangate sulle gengive. Dovete spiegargli ad esempio che oggi gli investimenti necessari per avere successo online aumentano, non decrescono. Che, come ha scritto giustamente il mio collega ed amico Pietro Buonomo la scorsa settimana, credere nel costo zero sul web è come credere che oggi ci siano ancora ragazze 20enni vergini.

Ergo, concludendo, il cliente ha (quasi) sempre torto; sta a noi consulenti poracci fargli intendere che abbiamo (quasi) sempre ragione.

Germano Milite

Giornalista professionista, video e foto repoter, copy e ghost writer, esperto di social, community e brand management. Ama anche la formazione ed ha tenuto corsi in alfabetizzazione digitale e business model innovativi in università italiane e straniere (in particolare in Brasile). Ha finanziato i suoi primi viaggi/reportage all’estero con il crowdfunding. Ancora oggi i suoi genitori non hanno capito quale lavoro faccia precisamente e la cosa lo rassicura molto. Ogni tanto cade in tentazione e trolla i webfuffaroli o i semplici imbecilli che infestano l’internet.

Commenta

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Tranquillo che non ti spammiamo e non trascriviamo il tuo indirizzo sui bagni degli autogrill

Grazie per esserti registrato!