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Nuovo algoritmo Facebook: sai ciò che davvero conta?

Vuoi sapere ciò di cui dovresti davvero preoccuparti? Come forse sai, da ormai qualche mese (luglio 2016) Facebook ha rilasciato un nuovo aggiornamento dell’algoritmo allo scopo di penalizzare quei siti che hanno un tempo di caricamento troppo elevato soprattutto quando caricati da dispositivo mobile.

Così tutti i gestori di siti, presi dal panico, si sono messi col cronometro in mano a testare il proprio sito web. In linea di massima questa non è una cosa sbagliata, è giusto che il tuo sito abbia un tempo di caricamento decente da non far invecchiare l’utente ipnotizzandolo con la “clessidra” che gira e gira e gira…

D’altra parte, però, tutti già avrebbero dovuto ottimizzare il proprio sito web da un bel po’ considerato che sono ormai anni che Google consiglia di avere un sito veloce in fase di caricamento soprattutto da mobile.

Quello che però sta accadendo è che ancora una volta la maggior parte delle persone guarda il dito e perde di vista la luna che quello stesso dito sta inutilmente indicando da tempo!

Il motivo di queste continue sviste è che il tempo di caricamento, come altri indicatori, essendo un valore assoluto e semplice da calcolare, rassicura tutti: come dire che 3 secondi sono sempre 3 secondi, e così le agenzie hanno un bel numeretto da mostrare ai propri committenti, i consulenti hanno un bel numeretto da mettere nelle proprie slide e tutti sono più felici.

Quello però è il dito, la luna invece è tutt’altra cosa.

Un’altra recente modifica all’algoritmo di Facebook, di cui per un breve periodo si è parlato, è quella che prevede un declassamento dei contenuti promozionali (sponsorizzati) rispetto a quelli organici (naturali) di amici e parenti. In altre parole Facebook dovrebbe mostrarci di più i contenuti degli amici a discapito di quelli sponsorizzati delle aziende per le proprie promozioni online.

Ancora una volta si è guardato il dito invece della luna.

Prima di mettere troppe “lune” in ballo, vediamo di chiarire alcuni concetti, ma prima ecco una sorpresa: il nuovo significato dell’acronimo SEO!

SEO = Satisfaction Experience Optimization

Oggi mi sento molto più in là di qualsiasi altro “guru” e mi atteggio perfino a “profeta della Crusca”, così ho deciso di coniare il nuovo acronimo di SEO che non è più Search Engine Optimization ma da oggi, per quanto mi riguarda, diventa:

Satisfaction

Experience

Optimization

Questa è la luna, tutto il resto è fuffa… o quasi.

Ecco ciò di cui dovresti realmente (pre)occuparti

Vuoi un tempo di caricamento da paura? È semplice, fatti fare una bella pagina bianca e dentro scrivici il nome della tua azienda, due righe che indicano cosa vendi e completa con un numero di telefono ed un indirizzo email. Tutto qui, poi prendi il cronometro e divertiti a battere tutti i tuoi concorrenti!

Ironia? Ma poi chissà…

Che il tuo sito abbia un tempo di caricamento di 3 secondi o di 9, posso assicurarti che per l’utente visitatore le cose non cambiano di molto e non cambiano nemmeno se sale a 30 secondi. Devi sapere che la maggior parte dei tool ti dà un tempo di caricamento globale ovvero considera anche quello di tutti gli script e di tutti i processi che avvengono in background, ma in realtà il tuo sito è già mostrato all’utente che ha già tutti gli elementi per decidere se vale la pena o meno restarci.

In altre parole nella maggioranza dei casi il visitatore ha tutto il  tempo necessario per decidere se è approdato sul sito giusto o meno, e se il tuo sito offre quei prodotti o quei servizi che possano soddisfare le sue esigenze o risolvere i suoi problemi.

TRE NUMERI CHE CONTANO SUL SERIO QUALCOSA

Quindi a quali numeri dare davvero importanza? Sono (almeno) tre:

  1. il tempo di permanenza medio sul tuo sito;
  2. la frequenza di rimbalzo media del sito;
  3. il numero medio di pagine viste per sessione.

Se è pur vero che ogni sito è un caso a sé ed ha finalità diverse, questi tre parametri, soprattutto il primo, indicano la qualità del tuo sito rispetto al target di riferimento.

Un tempo di permanenza di 2 minuti è poco o molto? Quando il report che l’agenzia o il consulente ti mette davanti indica un tempo di permanenza di 2 minuti, che fai? Ti stupisci di gioia o salti dalla sedia sbraitando?

La risposta giusta è che dipende!

Ricorda questo assioma come un comandamento:

I numeri da soli non significano niente!

Rifletti, quanto tempo ci vuole per leggere la tua pagina di vendita? Immagina: hai fatto una campagna che punta ad una pagina specifica. Per leggerla e comprendere l’offerta ci vogliono in media 4 minuti, più il tempo di compilazione e invio del modulo di contatto o di vendita. Scopri che il tempo medio su quella pagina è di 2 minuti. Non ti viene il dubbio che a metà della lettura il lettore non abbia ancora capito nulla e se ne è andato? Oppure che la popolazione alla quale quella campagna viene mostrata non è bene in target con ciò che proponi nonostante i 3 secondi del tuo tempo di caricamento del sito?

Questo vuol dire che puoi avere un tempo di caricamento di mezz’ora? No, accidenti! Non è questo il punto, la questione è un’altra: la stramaledetta concorrenza.

Oggi come oggi essa viene battuta solo in un modo: con la qualità della tua comunicazione.

LA VERA SFIDA E’ TRATTENERE L’UTENTE

Quello che Facebook sta facendo è portare sempre più aziende a spendere sulla sua piattaforma. Un costante aumento di società che investono in Facebook Advertising farà sì che diventerà sempre più difficile distinguersi dalla concorrenza. Ormai quello che fai tu lo fanno tutti!

La vera sfida è riuscire a creare una comunicazione di qualità che abbia la capacità di farsi notare sulla massa e non perché hai messo la solita gran figa oppure offri il solito 50% di sconto.

Sul web ci vuole ben altro. Quindi al di là del tempo di caricamento del tuo sito, la vera sfida è quella da una parte di colpire l’attenzione ma soprattutto di riuscire a trattenere il potenziale cliente sulla tua comunicazione e fare in modo che ci resti tutto il tempo necessario affinché la comprenda e si converta.

COME SI FA?

  1. Annunci la cui grafica e i cui testi non siano banali.
  2. Campagne progettate per specifici target (popolazioni ben segmentate).
  3. Usabilità del sito (leggi semplicità d’uso del sito) sempre all’altezza del visitatore: tutto a portata di clic ovvero al massimo in 3 clic devo arrivare ad avere l’informazione che cerco.
  4. Testi chiari, semplici, non ambigui (copywriting).
  5. Richieste di azioni semplici e non ambigue (call to action).

Se non sono stato abbastanza chiaro, allora ecco la sintesi estrema:

Non vince quasi mai chi ha il prodotto migliore.

Non vince chi ha il sito che si carica più velocemente.

Non vince nemmeno chi ha più visite al proprio sito.

VINCE chi comunica meglio, chi è in grado di trattenere (soddisfare) il potenziale cliente sulle proprie pagine, fino a “sedurlo” e condurlo all’azione desiderata.

Questa è la mia nuova SEO ovvero

Satisfaction

Experience

Optimization

Tutto il resto è pura accademia. Tutto il resto sono solo chiacchiere.

Massimo Petrucci

Massimo Petrucci dal 2004 si occupa di Web Marketing, Copywriting Persuasivo a Risposta Diretta e Strategie di Lead Generation. È nella classifica dei primi 100 SEO al Mondo da seguire su Twitter secondo la lista internazionale di Evan Carmichael e nei Top 100 influencer Social Media Marketer mondiali secondo Onalytica.com. Ha pubblicato due libri, l’ultimo è un tomo di 400 pagine sulla Lead Generation. Non vende sistemi magici per “generare” clienti dal vuoto cosmico, non ama perdere tempo, non fa sconti e va dritto al sodo! Se hai un’azienda chiamalo solo se vuoi fare sul serio perché ti aiuta davvero ad ottenere successo sfruttando tutte le opportunità che Web mette a disposizione per trovare nuovi clienti, incrementare le vendite e aumentare il fatturato.

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