navigare in rete

Net-anderthal: è possibile navigare in rete senza affogare?

Ciò che è utile è anche pericoloso. È la storia dell’umanità: decine di millenni fa aprivamo le noci con le pietre e ci rompevamo le dita per sbaglio, oppure colpivamo di proposito e con quelle stesse rocce chi ci stava antipatico o minacciava la nostra incolumità. Oggi ci spostiamo a grande velocità con automobili, treni e aeroplani, con conseguenti incidenti anche gravi e persino usi terroristici di questi mezzi, di cui però difficilmente faremmo a meno. Insomma: “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. Grazie Spiderman. Le tecnologie della comunicazione rientrano certamente in questa stessa storia, ma se la loro utilità è evidente a tutti, la loro pericolosità lo è meno e questo…

villaggio globale

Lo scemo del villaggio globale

Abito in una piccola città. Abbastanza piccola da far sì che il postino si accorga del mio trasferimento di poche centinaia di metri e mi porti al nuovo domicilio la posta che continua ad arrivare a quello vecchio. Stalking? Forse. Ma anche una bella comodità, non vi pare? Quante volte abbiamo sentito dire, o abbiamo pensato, che i Social Media siano in fondo la stessa cosa? Villaggio globale, veniva chiamato qualche anno fa. E come in un piccolo villaggio, tutti si fanno i cazzi degli altri, con i pro e i contro che ne derivano: un senso di violazione costante della privacy, ma anche la possibilità di comunicare più facilmente con tutti e…

Tinder: un’app mediocre che ha avuto grande successo

Si blocca continuamente, spesso il suo geotag funziona come la dialettica di Luca Giurato e ti “presenta” persone che sono a 8000km di distanza, ti costringe ad iscriverti con Facebook in barba (e capelli) alla privacy, ti segnala nuove compatibilità e nuovi messaggi privati ricevuti quando in realtà non è così; a volte semplicemente decide che non puoi più accedere per qualche giorno ecc. Volendo utilizzare una definizione francese un po’ ardua da tradurre in italiano ma me molto cara, Tinder sembrerebbe un’app abbastanza di merda, eppure…la utilizzano tantissime persone. Ho voluto testarla personalmente per un paio di settimane, dopo averne parlato con un’amica che la utilizza prevalentemente per farsi due risate…

effetto gregge

Sull’effetto gregge e la rarità del buon copywriting

Fatemi leggere una sales letter o un qualsiasi altro testo di vendita e vi dirò da chi si è formato o da quale libro ha scopiazzato il tizio che l’ha scritta. Non sono un mago né sono un mentalista, è solo una questione di statistica: si chiama “Effetto Gregge” e colpisce un po’ tutti coloro che si credono esperti in qualcosa solo perché hanno partecipato a un corso o letto un paio di libri. In verità l’Effetto Gregge colpisce in modo trasversale dalle aziende agli artisti, dagli uomini di business agli sportivi. Riguarda tutte quelle persone che finiscono per diventare meri imitatori, concentrati soprattutto ad applicare un metodo più che a capire…

il cliente ha sempre torto

Il cliente ha sempre torto, il trucco è farglielo capire

Siamo cresciuti sentendoci ripetere che “il cliente ha sempre ragione”, anche quanto magari è un totale imbecille, taccagno, arrogante e cialtrone. Oppure quando, magari, in buona fede crede di avere capito cose che invece non ha compreso neppure di sfuggita. Ah come ci vorrebbe qualcuno che, finalmente, almeno in un settore sempre più complesso e di difficile lettura come il nostro, si differenziasse dal coro conformista urlando: “Il cliente ha sempre torto…porco cazzo”. Eh sì perché è proprio così: il cliente, di base, ha torto marcio quando si tratta di business online. Ne capisce poco e/o crede di capirne sempre più di quanto può anche solo immaginare. Ci sono le eccezioni, certo,…

Partecipazione agli eventi come relatore: chi deve pagare chi?

Inizia la primavera e con essa germogliano gli eventi dedicati al mondo digitale. O almeno così penso, perché nell’ultima settimana ben tre persone mi hanno chiesto cosa ne penso delle modalità di partecipazione agli appuntamenti previsti nei prossimi mesi. Mettiamo subito le cose in chiaro. Io sull’etica professionale sono una rompicoglioni fuori misura.

E se il tuo target fosse allergico ai petali?

Abbiamo passato finalmente anche quel momento buio, dove l’agenda setting era settata sulla parola #Petaloso. Ogni prodotto e servizio è diventato un fiore, declinato in tutte le sue forme e in tutti i social media. Sembra anche passato quel momento dove sembrava che tutta la pubblicità girasse intorno all’Instat Marketing. Ma io vi dirò che non serve, anzi è dannoso all’immagine aziendale portare avanti campagne di Instant Marketing con ogni #petaloso che diventa virale. Ogni brand dovrebbe avere un suo target e un suo sistema valoriale, fatto di contenuti selezionati e messaggi coerenti. Associare un brand di volta in volta a  ‪#‎petaloso‬ ‪#‎starwars‬ ‪#‎unionicivili‬ ‪#‎alluvioni‬ tanto perchè è di moda, non porterà…

bug di google maps

Gli esilaranti bug di Google Maps: quando il turpiloquio ha un indirizzo

C’è una celebre fotografia, che da anni gira sul web e che riprende uno striscione (a mio non modesto avviso geniale) esposto allo stadio. Lo striscione potete vederlo di seguito. Bene: a quanto pare, gli autori hanno anticipato “bugs” futuri che Big G non ha ancora risolto, aggiungerei abbastanza incredibilmente, visto che è passato un anno dalla prima segnalazione. Nel caso specifico, digitando la keyword “vai a cacare” su Google Maps, la ricerca restituisce l’indirizzo dello Juventus Stadium. Sì, esatto: Google vi porta allo stadio torinese se desiderate liberare il vostro intestino, dimostrando di conoscere alla perfezione l’associazione da sempre viva tra letame e bianconeri, vero binomio irrinunciabile per ogni antijuventino doc….

Consulenti improvvisati ed impreditori taccagni

Lo schema è semplice e sempre uguale: 1.”Ci serve qualcuno che crei e gestisca le nostre pagine Facebook” (l’azienda non sa nulla del tema e non sa neppure bene perché qualcuno dovrebbe creare e gestire pagine facebook o su qualsiasi altro social ). 2. Un improvvisato cerca di infilarsi e si “tuffa” nell’impresa, magari perché conosce chi si trova nelle stanze dei bottoni della PMI. Ovviamente, essendo un improvvisato senza competenze né esperienze significative, accetterà di farsi pagare un euro lordo l’ora per il lavoro di merda che farà. Lavoro non solo di merda, ma anche inutile. Inviterà infatti alle pagine la madre, la sorella, l’ex fidanzata, la nonna ed altri malcapitati…

Assistenza clienti Facebook: è tra le peggiori al mondo?

L’altro giorno riflettevo sulla spesso scandalosa (poichè del tutto inesistente) assistenza clienti assicurata da Facebook almeno qui in Italia e la confrontavo con quella, ad esempio, di Amazon: anche per un acquisto di pochi euro, se hai problemi, inserisci il tuo numero e vieni ricontattato telefonicamente in pochi secondi. Un’operatore risolve ogni tua esigenza nel giro di poco tempo e gratuitamente, senza inutili attese, ridicoli “forum” semi-deserti o form di assistenza con risposte automatiche e pre-confezionate. Su Facebook, invece, anche se investi centinaia o migliaia di euro, il “customer care” sembra essere specializzato prevalentemente nello scusarsi per l’impossibilità di fornirti assistenza utile. Sembra una barzelletta che non fa ridere, eppure è quasi…

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